Skype ha ammesso di aver aderito alle direttive del governo in tema di censura, confessando che questo è l’unico modo per fare affari in quel paese.

In un’intervista al Financial Times, Niklas Zennström, CEO di Skype, ha risposto alle accuse di chi sosteneva che alcune parole come “Falun Gong” (un movimento sovversivo) e “Dalai Lama” fossero censurate se contenute nei messaggi scambiati attraverso TOM-Skype (il nome di Skype in Cina in seguito all’accordo con TOM Online).

Tale comportamento è dettato dalla necessità di dover aderire alle regole del governo cinese, così come è necessario rispettare le legislazioni degli altri paesi, nei quali Skype opera.

Link: l’intervista del Financial Times a Niklas Zennström.

Scritto da Tiziano Fogliata, Mercoledì 19 Aprile 2006 alle 14:33 in Internazionale, Notizie, Telefonia VoIP.
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